Turismo e lavoro: Il bilancio dell’assessore Amodeo

Stefania Amodeo, Assessore di Bassano del Grappa con deleghe al turismo, alle attività produttive e al lavoro da un bilancio delinea i progetti futuri. Da 12 anni è nel gruppo FMTG Gmbh di Vienna, nella divisione Falkensteiner di cui ha diretto il Marketing Italy per hotel in 6 paesi europei. Da aprile, in seno allo stesso gruppo che vanta 32 strutture alberghiere 4 e 5 stelle in 7 paesi, è Group Marketing Manager. Consigliere Comunale a 23 anni, per sei anni è stata consulente diretto della Regione Veneto per le campagne del FSE dell’Unione Europea in area Formazione Lavoro. Ha insegnato Marketing Turistico in scuole superiori ed e’ docente IATH da 3 anni. Ha diretto il Marketing di diverse aziende di manufactory e servizi.

Si aspettava la chiamata del sindaco?

«Elena ed io ci siamo confrontate a lungo durante la campagna elettorale su vari argomenti concordando su temi e linee. Con il comune intento dare un contributo alla città che amiamo. Elena ha iniziato a lavorare prima delle elezioni e ha attentamente ascoltato proposte, ipotesi e progetti da parte di molti interlocutori. Desiderava dare un taglio tecnico manageriale a quest’area e voleva dare un impulso nuovo. Per questo motivo sospettavo un mio coinvolgimento, ma la sua chiamata mi ha fatto un enorme piacere ed essere parte della sua squadra un onore».

Un bilancio di questi mesi?

«Sono abituata nel settore privato in cui devi essere smart, produttiva e portare risultati in base a obiettivi chiari. Questo è il modello che vorrei riproporre, ma sono consapevole che il sistema pubblico ha logiche differenti. Ho trovato una bella squadra di Giunta e all’interno persone volonterose e capaci. Tuttavia, i primi tre mesi sono di orientamento. Devi conoscere reparti, persone, pratiche, regolamenti, dinamiche e numeri. A pari passo con la fase analitica, ho studiato un piano quinquennale basato sulle linee generali condivise con il Sindaco e la Giunta, già diviso in priorità per il 2020 e obiettivi strategici. Sono soddisfatta del dialogo con le associazioni di categoria e con gli attori territoriali. Ho trovato un patrimonio di progetti e idee valide che danno l’Idea della vivacità intellettuale dei concittadini. Tuttavia ho sentito molte volte in questi mesi frasi come “è un problema”, “è difficile”, “chi si prende la responsabilità”. Spero di sentire presto altre affermazioni che contengano parole quali “soluzione” e “possibile”».

Che cosa ha ereditato dal collega della passata amministrazione?

«Credo che ci sia sempre qualcosa di positivo nella continuità, nella vita e nel lavoro. Laddove si trova un seme, dove può nascere una pianta, è necessario insistere. Credo che comprendere la missione di chi ha amministrato prima sia un dovere per chi arriva, cercando ovviamente di dare sempre qualcosa in più. Sono ancora in fase di analisi dei cinque anni precedenti, proprio perché ritengo un dovere di ogni amministratore quello di entrare in una logica orientata solo al benessere del territorio e della cittadinanza».

Quali sono i progetti futuri? 

«Il progetto che riguarda lo sviluppo della città è ambizioso e va realizzato insieme ai cittadini e agli attori territoriali. Un posizionamento chiaro, un percorso lineare per una Bassano che rinasce dall’acqua. Posizionata in un’area strategica, all’uscita di una valle incantata in cui natura, cultura e commercio da sempre si incontrano, la città esprime spontaneamente la sua vocazione verso l’apertura. Da sempre area di passaggio e sosta per transazioni commerciali, Bassano racconta una storia affascinante di guerra e di pace, di cultura e di arte, di lavoro e di capitale umano. Uno story telling che ha a che fare proprio con la capacità di fare rete, di connettere, di crescere e scorrere. Ecco allora che il commercio, la vitalità del territorio, prende vita proprio rinforzandone il concetto, riqualificando il nucleo centrale storico da dove tutto è partito; da dove il borgo ha preso forma, intorno all’acqua. Ecco allora che gli interventi sono volti a ridare lustro a quello spazio geografico della memoria, partendo proprio dall’asse portante del commercio e del servizio: il fiume e le sue sponde, le attività produttive che vi si affacciano e che vi gravitano intorno».

Quale è il potenziale turistico? 

«Grande, se si applica una strategia basata sulla value proposition del terrotorio. Bassano ha vocazioni chiare e già evidenti. Spontanee, ma oggi solo accennate. Ad ognuna di queste vocazioni può essere assegnato un segmento: active ovvero la propensione, agevolata anche dalla configurazione del territorio e dalle bellezze naturali, verso le attività sportive all’aria aperta; romance ovvero la presenza di angoli suggestivi e di tesori culturali, artistici e architettonici; la dolce vita ovvero l’attitudine allo stare insieme, al godere dell’attimo, al gustare buon cibo, buon vino, buona grappa. I tre segmenti sono tra loro interdipendenti. Ognuno di questi segmenti ha a che fare con lo sviluppo del commercio, del turismo e della città dal punto di vista urbanistico e infrastrutturale. Spingerli, proporre itinerari e spunti relativi ad ogni segmento, permette di sposare vocazioni preesistenti ma sotto una luce nuova. Al centro di tutto vi è il monumento nazionale, il Ponte, custode della memoria: è la Unique Selling Proposition».