Raffaella Campagnolo è sindaco di Nove

Raffaella Campagnolo è il nuovo Sindaco di Nove, grazie ai 1.227 consensi ottenuti (41,0 %).

Che soddisfazione rappresenta per Lei questo risultato? 

«Sono felice, decisamente. Domenica mattina ero molto serena, perché sentivo di aver fatto tutto quello che c’era da fare durante la campagna elettorale. Quando ho visto i risultati delle Europee a Nove, con un 50% dei voti alla Lega, mi sono detta “Ok, vediamo come va”. Il pomeriggio è stato intenso, ho assistito a tutti gli spogli. Abbiamo superato le altre liste in tutti i seggi: è stata una grande soddisfazione, perché abbiamo sentito un paese dalla nostra parte. Il 50% alle Europee ed il 33% alle Comunali hanno votato Lega: questo significa che a Nove, un 17% ha fatto un voto “disgiunto”, votando Lega alle Europee e scegliendo altro alle Comunali. Non la vedo come una vittoria, ma come un’importante responsabilità. Ho avuto modo di vedere su Facebook i commenti delle persone che non mi hanno votata, ma sono abbastanza tranquilla: ciascuno ha libertà di esprimersi, probabilmente lo stanno facendo senza conoscermi. Per me il sindaco è il “sindaco di tutti”, anche di quelli che personalmente – o per partito preso e per preconcetti – non lo vogliono. Per me amministrare significa prendersi cura di tutti ed ascoltare tutti. Indipendentemente da quello che pensano di me, io voglio pensare bene dei miei cittadini ed essere il sindaco dei novesi».

Qual è stata la prima cosa che ha fatto dopo la nomina a Sindaco?

«Come prima cosa ho ringraziato il sindaco uscente, Chiara Luisetto. Lei è stata con me durante tutto lo scrutinio, dalle 14.00 fino alla proclamazione. Ha esultato con me e l’ho sentita molto vicina. Io l’ho ringraziata, perché la decisione di non ricandidarsi è una scelta impegnativa e chiudere un mandato sostenendo con forza chi invece va avanti, non è così scontato, umanamente parlando».

E alla sua squadra cos’ha detto?

«Rimbocchiamoci le maniche e partiamo! Abbiamo un sacco di cose da fare!».

Ha avuto modo di parlare con i suoi competitors?

«In quel momento non erano presenti né Zaminato né Marcon, ma simbolicamente ho lanciato la proposta a chi c’era di collaborare e tutti insieme di rappresentare i cittadini, perché maggioranza e minoranza sono la rappresentanza di tutti. È fondamentale la collaborazione che va oltre le polemiche, i partiti presi e le strumentalizzazioni: una collaborazione che va verso il bene di tutti ed una crescita, che è il termine chiave».

Per quanto riguarda la Giunta può già anticiparci qualcosa? Chi saranno i suoi assessori?

«Dal giorno successivo all’elezione ho iniziato ad incontrarli uno per uno, perché la volontà è quella di valorizzare ciascuno. Non ho scelto ancora la Giunta, ma ci sono cose che posso già dire con certezza. Io voglio tenere il bilancio, perché dal mio punto di vista, è quello strumento che permette, a partire dalla prospettiva economica, di fare un programma consapevole. In questo modo si ha la visione complessiva e si monitora il lavoro strada facendo. Altra certezza riguarda il polo scolastico, che seguirò io indipendentemente dai referati, perché l’avevo seguito con l’Amministrazione precedente e voglio continuare ad essere il referente per questo progetto. Il delicato tema “biomassa”, visto che c’è una causa aperta e c’è un comitato, lo voglio sentire in prima persona, indipendentemente dal referato all’ambiente».