Nasce l’associazione «Via Querinissima, dal Mito alla Storia»

E’ nata l’associazione «Via Querinissima».

A darne notizia è stato proprio un sandricense doc, ovvero il presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti, durante la presentazione avvenuta nella Biblioteca civica di Sandrigo venerdì 20 settembre scorso. L’associazione «Via Querinissima, dal Mito alla Storia» che vede come soci fondatori oltre al Veneto, la Contea del Nordland, la regione di Vastra Gotaland, la città di Cadice, la Confraternita del Bacalà e la Proloco di Sandrigo, nonché l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale – Porti di Venezia e Chioggia, è chiamata a presentare al Consiglio d’Europa in Lussemburgo la candidatura a «Itinerario Culturale Europeo» del percorso seguito da Pietro Querini nel 1431 quando la sua nave, partita da Candia (Creta) per trasportare un carico di merce nelle Fiandre, dopo altalenanti vicende incappò in una tempesta che la spinse fuori rotta facendo naufragare i pochi superstiti rimasti sulle coste delle isole Lofoten, in Norvegia, bene al di là del Circolo Polare Artico. Rientrato a Venezia dalla Scandinavia lungo i percorsi dei pellegrini Romei, Querini stese un diario di cui è rimasta copia nella Biblioteca Vaticana.

«Si tratta di un itinerario straordinario – ha spiegato il presidente Ciambetti – che allargò all’epoca i confini del mondo conosciuto, modificando portolani e mappe geografiche dando così una nuova dimensione al continente Europeo. Quel viaggio inaugurò l’epopea delle grandi scoperte geografiche e noi confidiamo che il Consiglio d’Europa colga l’occasione di inserire l’intero percorso, via mare e terrestre, del Querini tra i suoi itinerari culturali perché l’avventura del nobile mercante veneziano e dei suoi compagni segnò la nascita di una nuova Europa che stava uscendo dal Medioevo e che da lì a poco si sarebbe aperta al mondo. Proprio per questo abbiamo scelto il 20 settembre come data emblematica per la presentazione dell’associazione: cinquecento anni or sono da Sanlucar de Barrameda in Andalusia mollava gli ormeggi la spedizione di Ferdinando Magellano destinata a compiere la prima Circumnavigazione del globo. Di quella spedizione abbiamo preziosa e unica testimonianza nel diario di Antonio Pigafetta e questi due manoscritti, quello del veneziano Querini e del vicentino Pigafetta mutarono completamente l’idea stessa del mondo. Costituita l’associazione si darà vita al Comitato scientifico composto da docenti universitari veneti e andalusi, nonché da studiosi nonché provenienti dalle università di Ulster (UK) di Bodo (Norvegia) e Magonza (Germania). Contiamo di depositare ufficialmente la candidatura della Via Querinissima come itinerario culturale europeo al Consiglio d’Europa già il prossimo anno. Gli itinerari Culturali sono un invito al viaggio e alla scoperta del ricco e variegato patrimonio culturale europeo. Il loro scopo è quello di creare una rete di persone e luoghi legati tra loro grazie a una storia e a un patrimonio comuni: la nostra proposta – conclude il presidente – è una grande scommessa culturale ma anche una formidabile occasione di sviluppo».

Perché Querini è così importante per Sandrigo?

Pietro Querini, nobile veneziano vissuto nel ‘400, si può asserire essere colui che ha portato lo stoccafisso norvegese a Sandrigo. Mercante, navigatore e Senatore della Repubblica di Venezia, Querini salpò nel 1431 salpò da Candia, sull’isola di Creta, per dirigersi verso le Fiandre con un carico di 800 barili di Malvasia, spezie, cotone e altre preziose mercanzie. La metà di settembre però, superato Capo Finisterre, che si trova a nord ovest delle coste spagnole, la sua nave fu sopraffatta da forti tempeste, che la sospinsero verso l’Irlanda. Il timone non resse allo scompiglio e l’imbarcazione rimase ben presto senza albero, viaggiando senza meta per giorni e giorni. A dicembre, dopo tre mesi dalla perdita della rotta, l’equipaggio decise di abbandonare il relitto e si divise. Della scialuppa più piccola, dove salirono alcuni marinai, non si seppe più nulla, mentre la lancia dove salì il Querini riuscì a toccare terra il 14 gennaio del 1432 nell’isola di Sandøy, vicino a Røst, nell’arcipelago norvegese delle Lofoten. Pietro Querini e 15 marinai sopravvissuti vissero per undici giorni nutrendosi di molluschi, fino a quando dei pescatori dell’isola di Røst li avvistarono e accorsero in loro aiuto ospitando i naufraghi nelle loro case per più di 100 giorni. Ed è proprio durante questo periodo di convivenza con la popolazione delle Lofoten che Querini conobbe i loro usi e tradizioni, tra i quali i metodi di essiccazione, conservazione e preparazione del merluzzo. Nel maggio dello stesso anno Querini ripartì a bordo di una barca alla volta di Venezia portando con sé una sessantina di stoccafissi essiccati. Durante il viaggio di ritorno passò per Trondheim, Vadstena e Londra, dove fu ospite dell’allora potente comunità veneziana che risiedeva sul Tamigi. Da lì giunse poi a Venezia il 12 ottobre del 1432. Qui importò l’idea dello stoccafisso, che i veneziani impararono fin da subito ad apprezzare, sia per la sua bontà gastronomica che per le sue caratteristiche di cibo a lunga conservazione. Molto importante, nella relazione di viaggio che Pietro Querini scrisse per il Senato, è la descrizione della vita dei pescatori norvegesi e della tecnica di conservazione del merluzzo che, una volta essiccato, diventa il vero e proprio stoccafisso. Gli abitanti di Røst, da 600 anni a questa parte, nutrono una grande riconoscenza verso Querini, tanto che nel 500esimo anno dal naufragio hanno eretto un cippo in suo onore nell’isola di Sandøy. A Røst una piccola isola è stata chiamata «isola di Sandrigo», in ricordo della cittadina dove si tiene annualmente la «Festa del bacalà», uno dei piatti più importanti e conosciuti della tradizione culinaria vicentina, rigorosamente a base di stoccafisso proveniente dalle isole Lofoten. La Confraternita del Bacalà alla Vicentina ha ripercorso nel 2007 il viaggio del Querini da Venezia a Røst con il due alberi Mandrake II, in occasione del ventennale dell’associazione.