Fratelli d’Italia organizza il «Congresso delle famiglie» a Bassano

Il Congresso delle Famiglie che tanto aveva fatto discutere a marzo nella cornice di Verona, in piccolo arriverà a fine ottobre anche a Bassano del Grappa. Il circolo cittadino di Fratelli d’Italia, in collaborazione con l’associazione Pro Vita, il 26 ottobre porterà infatti la discussione sulla famiglia tradizionale nel cuore di quello che un tempo era il «Veneto Bianco». Tra gli organizzatori dell’evento Gianluca Pietrosante, responsabile Cultura di Fdi a Bassano e volto emergente della nuova destra identitaria bassanese. «È una manifestazione che sto organizzando con il coordinatore provinciale Vincenzo Forte. Dopo l’iniziativa su Bibbiano voluta dal segretario locale Nicola Giangregorio lo scorso 13 settembre, il 26 ottobre si tratterà l’evoluzione socio-politica dell’ideologia che ha distrutto ogni aspetto della famiglia tradizionale, con una particolare attenzione alla mercificazione dei bambini. Il convegno si chiamerà “Stop al business dei bambini”. Interverranno Toni Brandi presidente di Pro Vita, colui che assieme all’ex ministro Fontana organizzò il convegno della famiglia a Verona, l’avvocato Giorgio Vaccaro esperto in affido dei minori e Sergio Berlato».

Perché a Bassano un convegno di questo tipo?

«Perché a Bassano c’è una parte politica e culturale progressista che, chi per opportunismo e chi per convinzione, appoggia teorie aberranti e folli. Vogliono distruggere la famiglia naturale, andando anche contro l’art. 29 della Costituzione che afferma che la famiglia è un’istituzione naturale».

Avete già in messo in conto gli attacchi politici che vi sommergeranno?

«Nei giorni scorsi abbiamo posto l’attenzione sull’associazione “Famiglia al centro”: uno dei responsabili ha detto che i suoi eventi sono rivolti alle “famiglie di tutti i tipi” e che le tipologie di fiabe raccontate ai bambini possono comprendere esempi di famiglie composte da due mamma o due papà. Il tutto patrocinato dal Comune di Bassano. Abbiamo allertato il sindaco Elena Pavan che si è mossa tempestivamente attuando tutte le verifiche del caso ed è emerso che l’iniziativa è un progetto voluto dalla precedente Amministrazione. Ciò ha scatenato una patetica polemica da parte della sinistra, che si dimentica che le istituzioni hanno il dovere di controllare ogni materiale didattico che viene dato ai bambini. Ma va bene così, devono capire che l’aria sta cambiando a Bassano e che governa il centrodestra».

Qual è il modello familiare che vorrebbe Fdi?

«Fdi vuole un tipo di famiglia, esiste solo la famiglia naturale composta da madre e padre. Certo, una coppia può benissimo adottare un bambino ed esistono situazioni monogenitoriali per i più svariati motivi, alle quali le istituzioni civili ed ecclesiastiche devono prestare la più sincera attenzione. Quello che non è ammissibile è la mercificazione dell’istituto famigliare che deve sottostare ad un certo tipo di ideologia, rendendola così artificiale. Fa ridere il recente comunicato del Pd locale dove si afferma che la famiglia naturale è un’istituzione artificiale e anacronistica. D’altronde il comunicato è perfettamente coerente con i tempi che corrono, ovvero bestiali».

Al di là del gioco delle polemiche incrociate, a livello comunale come si può declinare, almeno in parte, questa visione identitaria?

«Le istituzioni locali e regionali ben poco possono fare se il Governo centrale non attua risolute politiche a sostegno della famiglia. Ma qualcosa possono fare: pensiamo a Romano d’Ezzelino. L’attuale Amministrazione riesce con l’aiuto della Regione a creare dei fondi e agevolazioni fiscali per coppie con figli a carico. Ma non è solo un problema economico, ma anche culturale: oggi non si prendono responsabilità fino ai 40 anni. Forse a questa età la gente comincia a crearsi una famiglia».

Quali sono i suggerimenti culturali che Fdi di Bassano lancia alla giunta Pavan?

«Speriamo che la maggioranza non cada in quel complesso di inferiorità morale e culturale nei confronti della sinistra. La nostra gente vuole sentire risolutezza e concretezza».

Oltre al convegno avete in cantiere altre iniziative?

«Tra la fine e l’inizio dell’anno daremo vita ad una scuola politica. Al centro destra manca la formazione politica, cosa che la sinistra fa e anche con successo. Con Vincenzo Forte sto stendendo date e invitati. Noi di destra veniamo spesso accusati di argomentare con slogan: non che la sinistra argomenti, anzi, ma bisogna formare militanti politici che sappiano argomentare».

E iniziative culturali?

«Con il Sindaco e l’Assessore al Turismo parleremo presto di un’importante mostra da realizzare, come è stato detto in campagna elettorale, sulla valorizzazione di un genio locale, vale a dire C. Dusi, pittore al servizio dello Zar. Reperire le opere per noi è per fortuna facile. Bisogna organizzare modalità, tempi e creare sinergia con i commercianti. E perché no, invitare per l’occasione delle comunità dell’Est europeo, creando dei gemellaggi. Bisogna volgere lo sguardo ad Est e prendere esempio da esso».

Sull’immigrazione invece avete idee convergenti ma non identiche a quelle della Lega. Dove vi differenziate?

«A Salvini va dato atto che ha fatto impazzire la sinistra incentrando questo tema legato alla sicurezza. Noi invece la vediamo come una questione di civiltà, per preservare la nostra identità. Se continuano ad arrivare migranti di religione musulmana, per quanto bravissime persone, bisognerebbe creare -giustamente- luoghi di culto, e ciò sarebbe un problema per la nostra cultura e tradizione. Successivamente viene il problema legato alla sicurezza, ma solo in un secondo momento, se pensiamo alle cellule dell’Isis scovate in parecchie moschee nel nostro Veneto».

Il gruppo Destra Brenta che si è avvicinato molto a Fdi in questi mesi ha anche stretti rapporti con la Fraternità di San Pio X.

«Nella Fraternità San Pio X l’associazione, di cui faccio ancora parte, ha trovato la difesa granitica di quei principi eterni e non negoziabili che la Chiesa ha sempre e ovunque difeso. I tradizionalisti cattolici sono un nutrito gruppo nel territorio e hanno votato il centrodestra alle ultime elezioni a Bassano. Destra Brenta organizza periodicamente con dei sacerdoti lezioni di catechismo molto interessanti. Spero che il centrodestra bassanese faccia tesoro di questo interessante e proficuo bacino di consensi».