Bizzotto commenta i primi 100 giorni della Giunta

Esperienza e passione, due caratteristiche che Ruggero Bizzotto incarna nella sua figura. Assicuratore bassanese con alle spalle una lunga devozione per la politica intesa come la materia che ha come obiettivo il benessere dei cittadini e della città stessa. A pochi mesi dall’instaurarsi dell’Amministrazione Pavan, non si poteva ignorare la voce di chi, Bassano, la vive da sempre. Infatti Bizzotto ha avuto diversi ruoli in comune a Bassano del Grappa dal 1990 fino al 2008 con i sindaci Tasca, Gambaretto e Bizzotto, sia come consigliere comunale che come assessore ai lavori pubblici, alla viabilità e ai quartieri. Senza contare che ha anche rivestito il ruolo di presidente della commissione affari istituzionali, in cui ha redatto lo statuto che regolamentarizza i quartieri. Ad oggi, non cammina più tra le sale del municipio, ma mantiene un ruolo fondamentale all’interno del consiglio di amministrazione della fondazione Pirani – Cremona.

Si sono raggiunti i primi cento giorni dell’Amministrazione Pavan. Cosa è accaduto a Bassano?

«Poter realizzare qualcosa nei primi cento giorni è davvero difficile, soprattutto per una nuova giunta che si instaura a capo di una città. C’è stato sicuramente grande impegno nel capire il bilancio e nel rendersi conto di quali sono le situazioni da prendere in mano».

E’ stata, tuttavia, una campagna elettorale dalle grandi promesse.

«Assolutamente sì, è stato promesso davvero molto e per questo nei cittadini si sono create delle aspettative che per la nuova Amministrazione saranno difficili da portare a termine in tempi brevi, soprattutto dopo la presa di consapevolezza riguardo alle risorse a disposizione».

Quale, invece, è un punto di forza della nuova Giunta?

«Sicuramente il contatto con le persone, grazie anche all’iniziativa “Caffè in quartiere”. Tuttavia, credo che sia un tipo di incontro che vada affinato, con diversi orari e sedi. Ma vedo positivamente la volontà di essere vicini al cittadino, spero che l’iniziativa abbia costanza nel tempo».

Il #sicambia è quindi qualcosa di tangibile?

«Credo che la politica di oggi abbia un difetto, ossia che si parla per slogan, facendo rimanere impresso nella mente di chi li ascolta solo alcune, poche, parole chiave che possono creare confusione. Il #sicambia presuppone che un cambiamento debba esserci e che deve essere evidente, tuttavia purtroppo le persone non hanno pazienza e quindi ciò che cambia si pretenderebbe tangibile fin da subito».

La programmazione che è stata messa in campo riguardante i cambiamenti della città è stata ampia.

«Credo sia del tutto giusto programmare, soprattutto per chi crede nello sviluppo di Bassano nei prossimi anni, ma bisognerebbe indicare alcuni step precisi che si possano realizzare tenendo conto delle persone, delle risorse, del sociale che è una materia e una spesa costante, senza contare i costi della manutenzione della città. Gli investimenti a costo zero sono pochi, quindi bisogna chiedersi, riesco a finanziare questo progetto? Che margini ho?».

Quindi serve più onestà nelle programmazioni?

«Onestà e trasparenza. Bisogna essere sinceri con i cittadini, fare dei discorsi obiettivi che non creino aspettative non praticabili. Inoltre credo che si dovrebbe spingere sulla partecipazione delle persone alla città, facendo sempre conoscere bene i dati del bilancio e quindi le possibilità che la città ha effettivamente. E’ davvero difficile fare in modo che la città sia interamente cosciente di ciò che può e ciò che non può fare un comune, ma sarebbe necessario. Soprattutto perché siamo una società che critica molto senza avere le conoscenze per farlo, dovrebbe esserci più voglia di informare e di essere informati. La comunicazione non può essere fatta annualmente con un breve resoconto, ma dovrebbe essere costante e a diretto contatto con le persone creando l’occasione di incontro, anche con le associazioni, enti e portatori di interessi locali».

Anche la partecipazione attiva alle commissioni sarebbe importante.

«Certo, molto spesso i cittadini non sanno nemmeno che possono partecipare. In realtà le commissioni sono ancora più importanti del consiglio comunale, perché lì si sviscera, si approfondisce, ci si confronta e si decide riguardo ad un intervento. E’ un’attività preparatoria da farsi nel pieno spirito di collaborazione ed è specifica riguardo a ciò che poi verrà portato in consiglio».

Quartieri. Cosa ne pensa?

«I quartieri e i loro consigli sono un concreto contributo al bene di Bassano. Si tratta di istituti di partecipazione che possono essere visti come una palestra civica per chi ne fa parte, anche in previsione di una gestione totale della città in consiglio nel momento in cui qualcuno di questi volontari volesse mettersi in gioco per il suo comune. E’ davvero importante che ce ne siano tanti e che possano collaborare con l’Amministrazione, perché sono vicini ai residenti e ne conoscono le necessità».