Tromba e basso tuba, i talenti de «La Nota»

Finiscono le scuole, si chiudono i programmi, si stendono i bilanci. Per la scuola di musica La Nota sono grandi le soddisfazioni. Ben due allievi hanno terminato il loro percorso annuale con particolari risultati: Andrea Ferrati, classe 2006, allievo di tromba del Maestro Cristiano De Agnoi, ha conseguito presso il Conservatorio A.Steffani di Castelfranco Veneto la Prima certificazione Livello A in tromba con un’alta votazione; Riccardo Toffanello, classe 2005, allievo di basso tuba del Maestro Stefano Fabris, è stato ascoltato dal maestro Alberto Azzolini, tuba solista dell’orchestra La Fenice di Venezia, e dal prossimo anno scolastico inizierà a studiare con lui. Meritate soddisfazioni per ragazzi che hanno scelto l’impegno di suonare uno strumento e hanno scoperto nella musica un’opportunità di crescita. Entrambi fanno parte del nuovo Gruppo Ottoni della Banda Monte Grappa, ensemble di otto elementi che ha debuttato lo scorso dicembre a Sant’Anna e che ad aprile ha seguito la masterclass col Maestro Fabiano Maniero, 1° tromba al Teatro La Fenice di Venezia per oltre 20 anni e docente al conservatorio A.Steffani di Castelfranco Veneto. Ricche opportunità formative che sono ormai caratteristica della scuola La Nota che sa

«stimolare e alimentare la passione – commentano le famiglie degli allievi – aprendo gli orizzonti e creando gruppi in cui si coltiva lo stare insieme in nome di valori come il sacrificio, la condivisione, il rispetto».

Andrea, quando hai iniziato a suonare la tromba? Perchè la scelta di questo strumento?

«Suono la tromba da tre anni. Sono cresciuto con la musica, papà suona il pianoforte. La prima volta che ho sentito suonare la tromba, ho capito che era quello che avrei scelto. Suonare dà una grande emozione e farlo insieme ai compagni raddoppia la soddisfazione con il piacere di stare insieme. E’ stata una soddisfazione suonare a Natale col Gruppo degli Ottoni. Sono occasioni che fanno crescere e ci danno l’opportunità di esibirci in pubblico. La musica mi ha dato l’opportunità di fare amicizie e di divertirmi. E’ sicuramente una strada che voglio continuare e nei progetti c’è quello di entrare in conservatorio a Castelfranco col Maestro Maniero».

Riccardo, perché la scelta del basso tuba? Come è stato suonare davanti a un Maestro come Azzolini? Che qualità è necessario avere, oltre al talento, per suonare?

«Mi sono avvicinato al basso tuba quasi per gioco. Serviva alla Banda e ho provato. E’ stato amore subito. Coincidenza, anche mia mamma suonava il basso tuba. Suonare col Maestro Azzolini davanti a me è stata una grande emozione. Essere messi faccia a faccia con un professionista di questo livello è un’opportunità e un privilegio che mi è stato dato dal valore enorme. Col Maestro Azzolini prenderò lezioni private oppure con lui entrerò al Conservatorio se si riuscirà a far partire un’intera classe di basso tuba. Per suonare bene bisogna essere portati. Ma non basta. Ci vuole tanta passione, grinta, sacrificio, costanza. Mai pretendere subito i risultati. Essere costanti nell’esercitarsi. Fare il musicista di professione non è facile. Io farò di tutto per continuare con la mia passione. Continuerò a studiare fino all’ultimo anno della scuola superiore col Maestro Azzolini, poi, con l’università, mi iscriverò al Conservatorio. La musica libera il pensiero e fa entrare in un’altra dimensione. Chi suona lo sa, è una escalation verso alte sensazioni».