Due truffatori vendono prodotti falsi e profumi con acqua colorata alle parrucchiere

I militari della Stazione di Schio, a conclusione di un’attività di indagine, hanno deferito il 42enne F.P. nato a Napoli, pregiudicato. A carico del soggetto sono stati raccolti chiari indizi di colpevolezza, in ordine al reato di truffa e introduzione e commercio di prodotti con segni falsi, perpetrato a Piovene Rocchette, Schio e Malo nella settimana precedente ai danni di alcune parrucchiere della zona.

In tutti i casi il F.P. aveva venduto alle vittime diversi profumi di note marche a prezzi convenientissimi, per poi scoprire successivamente che il contenuto della bottiglietta era composto da acqua colorata. Sulle confezioni era riportato un nome simile all’originale delle marche più famose, ma differiva per poche lettere che erano puntualmente coperte con l’adesivo del prezzo del prodotto. In uno dei casi una vittima, con salone a Schio, aveva riferito ai militari operanti di essere stata indotta all’acquisto dopo aver odorato una sostanza che l’aveva stordita.

Il pregiudicato è stato individuato in quanto una delle vittime era riuscita a segnare il numero di targa dell’auto con la quale l’uomo si muoveva. Controlli nelle Banche Dati hanno accertato che l’autovettura è intestata ad una donna ed ulteriori approfondimenti tra i familiari della stessa hanno portato i militari, sulla base delle descrizioni e dei precedenti registrati, ad individuare in F.P. il probabile truffatore. Lo stesso è stato poi riconosciuto dalle vittime una volta posta la sua fotografia in un fascicolo fotografico di riconoscimento.

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Come nel caso precedente, i militari della Stazione di Schio, a conclusione di un’attività d’indagine, hanno deferito anche il 31enne M.C., nato a Cattolica,  in ordine al reato di truffa e commercio di prodotti con segni falsi perpetrato a Schio il 9 novembre. La vittima è stata indotta ad acquistare alcuni profumi di note marche, per circa 70 euro, notando successivamente la parziale contraffazione del nome e scoprendo che relativo contenuto era composto da acqua colorata. Anche questa volta si è potuti risalire al truffatore facendo analisi incrociata sulla targa dell’autovettura utilizzata. Nonostante la concomitanza con i casi precedenti, M.C. e F.P. al momento non sembrano essere complici o collegati in alcun modo, ma vi sono comunque indagini in corso per dissipare qualsiasi dubbio in merito.