Piroscafo Principe Umberto, una nostra tragedia: l’8 giugno 1916 morirono 8 vicentini

Piroscafo Principe Umberto, una nostra tragedia. Alle ore 19 dell’8 giugno 1916, un siluro lanciato dal sommergibile austriaco U5 colpisce e affonda la nave che trasportava il 55° Reggimento Fanteria, Brigata Marche (Comandante: colonnello Ernesto Piano), di stanza a Treviso, che stava lasciando Valona, in Albania, con a bordo una truppa di 2445 soldati. E’ stato uno dei più grandi drammi del mare. Vi morirono, tra gli altri, otto vicentini.

In un articolo comparso sulla Stampa l’8 giugno del 1966, un reduce di quel tragico evento, il professor Galileo Brusatin di Castelfranco Veneto, ricorda i fatti accaduti in quella stessa giornata di giugno di 50 anni prima: «Il 55° Fanteria, formato in buona parte di trevigiani, fu uno fra i Reggimenti più sacrificati della guerra 1915-18. I difensori di Monte Piana, delle Cime di Lavaredo, del Quaternà, del Sabotino e di Oslavia; i risparmiati dal ferro, dalle fatiche, dal colera, perirono la sera dell’8 giugno 1916, per il siluramento della Principe Umberto, che da Valona trasportava in Patria complessivamente 2415 uomini».

Dal diario di fanteria risulta che il 55° venne trasferito dal fronte italiano verso quello Albanese; si imbarcò a Taranto, per arrivare a Valona l’11 Febbraio. Furono tra coloro che diedero il loro contributo all’immensa azione di salvataggio dell’esercito serbo, avvenuto tra dicembre 1915 e aprile 1916 (in varie riprese). Cosa che gli austriaci non perdonarono ai nostri soldati. Dopo alcuni mesi al 55°e al 56° arriva l’ordine di rientro in Patria, per dare anche rinforzo sul fronte dell’Isonzo. Ai primi di giugno si organizzano i trasporti. Per primo parte il 56° arrivando sano e salvo in Italia, mentre gran parte del 55° (imbarcato sul piroscafo) è vittima di un attacco da parte di un sommergibile nemico:

«Il piroscafo Principe Umberto (Comandante Sartorio Giuseppe di Genova e De Sanctis Eduardo 1° ufficiale) l’8 giugno 1916, alle ore 19 circa, con a bordo 2605 militari di truppa lasciava Valona ed era diretto a Taranto, insieme al piroscafo “Ravenna” ed ai due piccoli piroscafi “Jonio” e “Espero”. La formazione del convoglio era così composta: Principe Umberto con “Espero” e “Pontiere”; “Ravenna” con “Impavido”, “Jonio” ed “Espero”. La nave navigava alla velocità di 16 miglia e accennava ancora ad aumentare, quando alle 20.45, a 15 miglia per Sud Ovest da Capo Linguetta, colpita da un siluro di un sommergibile nemico (U-5 comandato dal tenente di vascello Friedrich Schlosser), affondava in meno di sette minuti dalla parte poppiera. Vi perirono circa 1900 persone . Sul luogo dell’affondamento oltre alle navi del convoglio si diresse anche la regia nave “Libia».

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L’U5 austriaco faceva la spola tra Taranto e Valona alla ricerca di navi nemiche, civili o militari, che navigavano in quella zona di mare. Essendo l’uscita delle navi dal porto di Valona molto pericoloso per la presenza di mine e sommergibili, il Viceammiraglio Enrico Millo, a bordo della torpediniera «Alcione», poco prima della partenza ispezionò la baia non rilevando nulla di sospetto. Dal rapporto dello stesso Tenente di Vascello Friedrich Shlosser, comandante dell’U5, emerge come gli austriaci non conoscessero la presenza del convoglio italiano, ma, mentre stavano facendo rientro nella base di Cattaro, videro nel periscopio la sagoma del piroscafo Principe Umberto. Furono lanciati due siluri, il primo fallì il bersaglio mentre l’altro colpì la nave e successivamente provocò lo scoppio delle caldaie.

Il Principe Umberto

Costruito nel 1909 dai Cantieri Navali Riuniti di Palermo per la Navigazione Generale Italiana (la principale compagnia di navigazione italiana dell’epoca) faceva parte di una classe di tre unità, la cosiddetta «classe Regale», così detta per i nomi delle unità che la componevano: oltre al Principe Umberto, ne facevano parte il Re Vittorio e la Regina Elena.

Lungo 145 metri e largo 16, stazzava 7929 tonnellate e poteva trasportare circa 1330 passeggeri, alla velocità di 16 nodi.

Le tre navi di questa classe, destinate alle rotte per il Sud America, furono le prime in Italia ad avere alloggi all’altezza della concorrenza tedesca e britannica. Durante la prima guerra mondiale fu requisito e adibito al trasporto di truppe.

Comune di Vicenza e provincia:

  1. Pellatiero Vasco (Schio) (Capitano)
  2. Paulin Celeste (Bassano)
  3. Cortese G.Battista (Conco)
  4. Lollato Luigi (Cassola)
  5. Monchelato Cesare (Crespadoro)
  6. Chiomento Antonio (Foza)
  7. Andriolo Apollonio (Poiana Maggiore)
  8. Plegotti Anteo Ettore (Vicenza)