Pedemontana: taglio del nastro per l’opera mastodontica

Habemus l’SPV: primo tratto aperto. Tra polvere e polemiche, entrate e uscite di camion e lavoratori, deviazioni di percorsi e molte ore spese per realizzare un’opera che ha, per dimensioni ed importanza, unicità di genere a livello nazionale. Nella mattinata di lunedì 3 giugno, è stato aperto il primo tratto della Superstrada Pedemontana Veneta. Sono sette i chilometri che hanno visto le prime auto sfrecciare tra l’autostrada A31 Valdastico e Breganze. All’inaugurazione dell’opera il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’interno, Matteo Salvini, e il Presidente Veneto, Luca Zaia. Traffico che ha iniziato a scorrere, più precisamente, dall’interconnessione della A31 Valdastico Nord all’altezza dell’uscita di Dueville fino a Breganze. Un’opera, quella della Superstrada Pedemontana Veneta, che non ha mai smesso di fare polemica e ha visto l’associazione di molti cittadini unirsi contro il fiume di cemento. Associazioni che si sono presentate all’inaugurazione con fumogeni e striscioni, al nome di «25 anni di inquinamento».
Commenti a caldo del Governatore Luca Zaia.

Le polemiche non mancano, come detto, e le richieste di qualche chiarimento sono state avanzate anche dal ministro dell’Ambiente che trova poca chiarezza sui cantieri della Pedemontana. Argomento che al Governatore Zaia non spaventa e anzi non risparmia commenti in merito:

«Dipingerci come dei devastatori, come quelli che nascondono rifiuti e che non si curano dell’ambiente, è grave. Vorrei ricordare che questa infrastruttura non l’ho inventata io, ma è nelle carte della Regione che risalgono al 1990, e io, in quel periodo, andavo all’Università. Ho trovato un’opera che era un “cadavere eccellente”, che non aveva futuro, con gli espropriati che non avevano mai visto i soldi e ad oggi il 98% ha avuto il ristoro. Il mio compito è stato ed è quello, di sbloccare la situazione. E’ un’opera che serve al territorio, si aprono questi primi sette chilometri ed è un simbolo importante. Entro la fine dell’anno apriremo anche altri lotti funzionali, per finire con il 2020; tranne per la galleria di Malo che è da tre anni sotto sequestro». E ancora, «Questa infrastruttura vale un punto e mezzo del PIL del Veneto, e in questi cantieri lavorano 1860 uomini, più di mille mezzi d’opera: una fabbrica nel territorio. Figuriamo in un’opera di project financing come coloro che incasseranno i pedaggi, unica realtà italiana. Pagheremo un canone di disponibilità per 39 anni a 153 milioni di euro all’anno e incasseremo i pedaggi. Dagli studi di traffico stimiamo che al giorno veicoleranno 27mila vetture in queste infrastrutture. 94,5 chilometri per 36 comuni interessati. Ringrazio i sindaci che hanno votato all’unanimità l’infrastruttura».

Dai cantieri, inevitabilmente per il luogo, qualche sassolino potrebbe entrare nelle scarpe, e così, necessariamente, va tolto:

«E non siamo la banda bassotti che è scappata con i soldi, perché bisogna essere dei lazzaroni ad andare dai cittadini ad affermare queste dichiarazioni. La struttura costava 1,7 miliardi all’inizio e ora è lievitata a 2 miliardi e 258 milioni: sono subentrate spese che sono tutte documentate. Questa infrastruttura nasceva con un nastro d’asfalto sul piano campagna e a oggi per il 65% è una trincea. I costi sono ovviamente lievitati. Viabilità che è di volta in volta cambiata come l’adeguamento e l’applicazione alle leggi. Non siamo neanche dei criminali che vanno ad interrare e a nascondere dei rifiuti nei cantieri. Nessuno si deve permettere di dire tale affermazione, dicendola si qualifica come lazzarone. 485 discariche abusive che abbiamo ereditato dalla storia del Veneto e nel corso di questa Pedemontana ne abbiamo intercettate e quindi bonificate una decina. Abbiamo sempre cercato di dare una veste di totale legalità a quest’opera».

Il ministro degli Interni Matteo Salvini

«Questo è il miglior messaggio ai mercati internazionali, alle borse, agli investitori. Questa è l’Italia su cui investire, l’Italia del sì, l’Italia del fare, del coraggio. Troppi dubbi, troppi “no”. E durante la valutazione di quelli che vivono di dubbi gli altri corrono e accelerano e noi cresciamo dello zero virgola. Oggi questa opera ci dice che l’Italia non merita una crescita dello “zero virgola”. Se abbiamo coraggio noi torniamo ad essere la prima potenza economica d’Europa. I ministri sono pagati per risolvere problemi e non crearli». Al taglio del nastro presenti quindi, il vicepremier Matteo Salvini, il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, il presidente della SPV Spa, concessionaria per la realizzazione dell’opera, Domenico Dogliani, il commissario dell’Autorità Vigilante della SPV, Marco Corsini e il direttore della Struttura di Progetto Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), Elisabetta Pellegrini.

Stimati una riduzione dai 20 ai 30 minuti sulle strade locali e una conseguente riduzione di smog nell’aria

Accedere all’area bassanese sarà più semplice, l’area di Dueville, per molti lavoratori l’incubo del traffico e del relativo ritardo a lavoro, che è stata risolta con questa apertura. Stimati una riduzione dai 20 ai 30 minuti sulle strade locali e una conseguente riduzione di smog nell’aria, già abbondantemente interessata in materia. La Regione non avrà costi in quanto è stato condiviso un accordo aggiuntivo con il concedente col quale si stabilisce l’apertura attraverso un canone di disponibilità pari all’incasso da pedaggi. Il pedaggio per questa tratta risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.
Com’è fatta la SPV?
«E’ costituita da due corsie e una di emergenza per senso di marcia, con uno spartitraffico centrale di 3 metri. Tratta costruita in trincea per attenuare l’impatto ambientale. Installate 16 colonnine SOS per la sicurezza. Tratto monitorato 24 ore su 24 da 37 telecamere, alcune, otto di tipo “Incident detection”. Il costo di questo primo tratto è di 120 milioni di euro, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti.
Il 2020 è la “deadline” per ultimare i lavori che comprenderà il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di Thiene-Schio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (da ovest: l’A4, l’A31 e l’A27). Si svilupperà per 162 km: 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria. Opera che interessa 114 Comuni, 36 sono pienamente attraversati dal tracciato. Di questi, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso».

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