Un incidente in moto quasi un anno fa nel quale ha visto in faccia la morte. Dopo neppure un anno da quel drammatico evento ha coronato due sogni immensi: sposarsi e costituire un quintetto musicale di altissimo livello nel quale avere un ruolo come pianista. Lui è Paolo Neri, 50 anni appena compiuti e, dopo aver rischiato la vita ora spera di trovare un professionista che lo accompagni nell’ipnosi regressiva per rivivere lucidamente il momento del sinistro e comprendere a pieno le allucinazione e i «viaggi» compiuti mentre era in rianimazione.
Come diceva Agatha Christie, bisogna sempre cominciare dal principio…
«Era il 21 agosto dello scorso anno quando un amico si è reso disponibile per darmi una mano con la legna da sistemare e, alla fine del lavoro, in una giornata torrida, mi sono offerto di stappargli una birra… Peccato che però non ne avessi. Così sono salito in moto e sono andate a prenderle. Al ritorno, verso mezzogiorno, c’è stato lo schianto con un’auto a Cornedo Vicentino. Ero letteralmente a pezzi: mi sono rotto femore, ginocchio e tibia, milza, rene e vena aorta. Ero talmente conciato che è intervenuto l’elisoccorso e hanno chiamato i famigliari dicendo che di arrivare in fretta perché molto probabilmente non ce l’avrei fatta».
Quel giorno poi succede una cosa strana…
«Un parente con cui ho un forte legame quel giorno era in vacanza all’estero. Verso il pomeriggio ha avvertito una strana sensazione legata a me e, nel panico, ha preparato le valigie ed è tornato a casa trovandomi in quelle condizioni a dir poco disperate».
Fatto curioso cui ne segue un altro.
«Un amico e socio mi ha detto che quel pomeriggio ha notato che il stato di whatsapp era cambiato ed era apparso il video del Trio elegiaco di Rachmaninov. Io ero in Rianimazione e non potevo certo occuparmi del mio telefonino e nessuno ci ha messo mano. E il mio amico – che non è un appassionato di musica classica – non poteva certo inventarsi un pezzo come quello».
Lei trascorre un lungo periodo in Rianimazione e lì vive delle sensazioni davvero particolari.
«Ho avuto delle allucinazioni pazzesche mentre ero tutto intubato. Pensavo di essere in un tendone dove aggiustavo le persone con oggetti che avevano una base di intervento incentrata sui codici informatici e dei laser. Essendo io un programmatore probabilmente la mia mente è andata a pescare delle informazioni di settore, ma poi le ha usate in modo decisamente strano creando informazioni assurde e inesistenti. Tant’è che poi ho avito modo di cercare questo sistema operativo non esiste; poi avevo davanti agli occhi degli spettacoli, amici con la cannuccia in bocca per permettermi di respirare fino ad arrivare alla costruzione del presepio. Mi sono visto come chirurgo, come vittima di scosse elettriche… insomma… diciamo un’esperienza unica».
Quando si è risvegliato ha messo tutto nero su bianco. Ne è nato un file che è una sorta di diario di quel periodo.
«Mi sono messo al computer e ho scritto, anche se facevo fatica ed ero confuso. Raccogliere le idee e imprimerle era diventata un’impresa titanica, non è stato semplice. Ma ho messo da parte molto materiale sul quale vorrei lavorare».
In che modo?
«Innanzitutto – e approfitto magari per lanciare un appello – per trovare un bravo professionista che sappia praticare l’ipnosi regressiva. Grazie a questo percorso mi piacerebbe ricostruire il momento dell’incidente, andare ad analizzare le strane coincidenze che ci sono state quel giorno e cercare di comprendere le visioni oniriche mentre ero in Rianimazione. Vorrei capire se e quanto ci fosse di vero in quelle immagini che poi sono diventate “strampalate” nella mia memoria».
Sembrava dovesse morire da un momento all’altro: dopo neppure un anno – fortunatamente ovviamente – lei sta per realizzare i suoi due sogni più grandi.
«Sì, e mi sembra davvero strano. Il 1° giugno sposo la mia fidanzata e sono finalmente riuscito a costituire un quintetto musicale al quale lavoravo da tanti anni. Io mi siedo al piano e, accanto a me, ci sono due violini, una viola e un violoncello. Il primo concerto ufficiale sarà in autunno a Schio e si avrà modo di debuttare con un quintetto dalla grandissime professionalità e competenze, viste che tutti arriviamo dal Conservatorio con risultati eccellenti».
La musica è sempre stata la sua grande passione…
«Sì, tant’è che mi sono diplomato al Conservatorio; però faccio l’insegnate di scuola elementare, mi occupo di programmazione di software e sono anche istruttore di arti marziali. Di sicuro l’allenamento fisico mi ha aiutato molto e nello specifico penso che aver interiorizzato i movimenti delle arti marziali mi abbia permesso di cadere “al meglio” durante il sinistro. Oggi però sento la necessità di ricostruire quei momenti drammatici e capire al meglio cosa sia accaduto».