Imprenditrici bassanese alla Convention Donne Impresa

Le donne imprenditrici italiane sono tra le più attive d’Europa, ma il nostro Paese è agli ultimi posti nell’Ue per l’occupazione femminile e le condizioni per conciliare lavoro e famiglia. La fotografia del lavoro delle donne è stata scattata alla 24° edizione della Convention di Donne Impresa Confartigianato che il 23 e 24 settembre ha riunito a Roma 150 imprenditrici provenienti da tutta Italia. Dalla Convention è emerso forte la richiesta delle donne titolari di imprese artigiane di politiche strutturali che consentano loro di fare impresa e insieme di poter essere madri, mogli e figlie. Non si tratta di azioni che riguardano solo il lavoro che viene svolto e l’economia che ne consegue, aspetti comunque importanti, ma qualcosa più profondo, che influenza la “persona” e il suo valore, il ruolo sociale e di cittadino che esprimono, cioè il riconoscimento di una dimensione più completa e ampia.

La due giorni della Convention aveva lo scopo di dimostrare le capacità femminili nel creare e gestire imprese di successo, sempre più giovani, green e innovative come quelle che a fine settembre sono state protagoniste dell’evento ‘Pitch: Talenti ed eccellenze dell’imprenditoria femminile di Confartigianato imprese’. Sul palco sono salite 19 imprenditrici di diverse età, settori e aree del Paese, accomunate però da creatività, abilità, coraggio. Tra queste anche Sonia Castellan titolare del Caseificio Castellan di Rosà:

“Ho portato la mia esperienza di imprenditrice e la mia storia aziendale mettendo in risalto le caratteristiche che hanno reso possibile affrontare i profondi cambiamenti che il mercato ha richiesto in questi ultimi anni. Dopo il passaggio generazionale assieme alle mie due sorelle abbiamo messo in atto un processo di cambiamento interno che posso sintetizzare in quattro azioni e che oggi sono i nostri punti di forza: avere conservato con forza tutte le caratteristiche “artigianali” del prodotto, rispettando i ritmi naturali di maturazione delle materie prime e garantendo di conseguenza un gusto immediatamente distinguibile rispetto ad un prodotto industriale; avere organizzato il nostro processo di produzione con una tempistica quotidiana in modo, ad esempio, da lavorare il latte appena giunto ai nostri stabilimenti, cosa essenziale per mantenere la genuinità dei nostri formaggi; avere puntato molto sulle risorse umane, lavorando sulla motivazione, creando un team di colleghi in cui le persone si aiutano e si muovono tutte verso un unico obiettivo; infine avere ammodernato la nostra azione commerciale sfruttando a pieno tutte le opportunità del web e dei social per fare conoscere quello che facciamo anche a soggetti che altrimenti non avremo mai intercettato”.

Il tema centrale del dibattito ha messo in luce le difficoltà che vivono le imprenditrici per conciliare tutti gli ambiti della loro vita e incoraggiarle a non tenere nascoste le preoccupazioni che sentono per la cura della famiglia e per la responsabilità di un’azienda.

“Siamo uscite confortate da alcuni commenti – afferma Paola Zanotto di Rosà presidente provinciale del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Vicenza – ho apprezzato l’intervento di Claudia Pingue (manager di Polihub) sul il capitale umano femminile quando ha sostenuto che deve essere valorizzato puntando anche sul potenziamento delle competenze tecnologiche e incoraggiando la scelta di una istruzione tecnico-scientifica. Anche Claudia Roccisano (ricercatrice di Itinerari Previdenziali) ha centrato il punto quando ha ribadito la necessità di intervenire sulla conciliazione lavoro – famiglia con atti legislativi appositi e strutturali. Alla Convention erano presenti diversi esponenti politici e delle istituzioni, aspettiamo adesso da loro delle azioni concrete”.

Per l’area del bassanese erano presenti, oltre alle citate imprenditrici anche Sara Castellan, Maria Teresa Maroso e Lorena Neri. L’Ufficio studi di Confartigianato tramite l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile artigiana ha messo in luce che in Italia ci sono 182.853 titolari di imprese individuali artigiane donne e questo numero ha avuto un incremento del 2,6% negli ultimi 10 anni. Se poi si aggiungono le socie e le collaboratrici l’esercito femminile diventa di 350.405 unità. La Lombardia (con 66.763 donne imprenditrici) è la Regione più attiva seguita subito dopo dal Veneto con 36.991. A Vicenza le imprenditrici con un ruolo in azienda sono più di 7.300 e oltre 3 mila di queste svolgono una funzione di titolare/legale rappresentante. Nel Mandamento di Bassano del Grappa le imprenditrici sono circa 1.100, di cui 480 titolari d’azienda.