Il CUPLA sarà guidato da Umberto Martini di Anap Confartigianato

Per il biennio 2019-2021 sarà Anap Confartigianato a coordinare il CUPLA (Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo) di Vicenza con la nomina del coordinatore provinciale nella persona di Umberto Martini, già funzionario Confartigianato e presidente di Bassano Banca. Martini è succeduto nel ruolo ad Adelino Veronese, presidente dei pensionati di CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori di Vicenza. Vice-coordinatori del CUPLA vicentino sono lo stesso Veronese e Benedetto Patuzzi, dirigente di “50 & Più” Confcommercio Vicenza.

In Italia il CUPLA rappresenta oltre 5 milioni di pensionati del lavoro autonomo (circa 40mila nella nostra provincia), ed è attivo per richiamare l’attenzione del mondo politico e delle istituzioni sulla condizione di difficoltà nella quale si trovano oggi i pensionati. Composto da otto associazioni dei Pensionati (Anap Confartigianato; Associazione Pensionati CIA; 50 & Più Confcommercio; Cna Pensionati; Federpensionati Coldiretti; Fipac Confesercenti; Fnpa Casartigiani; Sindacato Pensionati Confagricoltura), il CUPLA
si propone di dare più forza e più incisività all’azione delle singole organizzazioni che lo compongono, attraverso iniziative comuni. Gli obiettivi del Coordinamento sono: favorire il riconoscimento pieno del ruolo dell’anziano nella società moderna; promuovere gli interessi e le istanze dei pensionati e degli anziani, realizzando una comune linea di azione verso le Istituzioni europee, nazionali, regionali e locali, con particolare attenzione alle specifiche e peculiari problematiche delle categorie rappresentate; attivare politiche sinergiche per la migliore tutela della condizione degli anziani e un invecchiamento attivo e dignitoso in una società più inclusiva.

In questi anni la compagine vicentina si è impegnata per verificare la qualità dei servizi socio-sanitari nelle ULSS, evidenziando in particolare i problemi legati alla riduzione di posti letto negli ospedali; al taglio di alcuni servizi sanitari, così come dei servizi in area
sociale scaricando i costi sui Comuni; alle tempistiche delle liste d’attesa e il conseguente aumento delle visite specialistiche a pagamento; al richiamo di anestesisti e medici in pensione per coprire “buchi” del personale e alla disparità di trattamento
economico nei confronti di personale dipendente delle ULSS; al blocco dell’annunciata legge di riforma delle IPAB; alla scelta di appaltare servizi domiciliari – come ad esempio i prelievi – a strutture esterne che non conoscono il territorio, presumibilmente per ridurre i costi. Sono queste, in sintesi, alcune tra le questioni che il nuovo coordinatore dovrà affrontare, lavorando in sinergia con il coordinatore regionale e portando la voce dei tanti pensionati iscritti alle associazioni dei pensionati delle categorie dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura.

“L’aspettativa di vita sta aumentando, sia grazie ai progressi della scienza, sia a un migliore approccio sanitario alle patologie – spiega Umberto Martini -. In questo, la Regione Veneto presenta elevati standard di servizio, ma molto ancora potrebbe essere fatto in un’ottica di miglior utilizzo delle risorse, soprattutto per andare incontro alle esigenze di una popolazione in cui la fetta degli anziani cresce progressivamente.”