Erasmus, «La nostra cultura senza confini»

Sofia, Ambra, Ginevra, Ludovico. Quattro giovani raccontano la propria esperienza all’estero con gli Amici del Villaggio e la Comunità Europea.

Erasmus, «La nostra cultura senza confini»
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Erasmus, «La nostra cultura senza confini»

Sono tornati a casa i quattro ragazzi che tra aprile e maggio sono stati impegnati nei viaggi all'estero «Erasmus-Gioventù in azione» finanziati dalla Comunità Europea attraverso l'Assessorato alla Cultura e gestiti per l'Italia dall'Agenzia Nazionale Giovani. Un progetto a cui i ragazzi hanno potuto accedere grazie alla mediazione dell'associazione rosatese Amici del Villaggio. Sofia Alban e Ginevra Zanetti in Spagna, Ambra Simioni e Ludovico Bisson in Portogallo. Tutti studenti tra i 15 e 21 anni, partiti per curiosità e voglia di scoprire il mondo e tornati profondamente cambiati. Un'esperienza che ha permesso ai giovani rosatesi di convivere con ragazzi provenienti dai paesi più diversi, dalla Svezia alla Turchia passando per la Germania, l'Estonia, la Bulgaria. Tanti e diversi i temi e i progetti dei viaggi: politica, immigrazione, cultura. Tutto affrontato nello spirito del confronto aperto con la curiosità di scoprire tante diversità che diventano ricchezza e risorsa per la vita. Lingua universale l'inglese.

«Stare a contatto tutti i giorni per tutto il tempo con persone di nazionalità diversa, in un paese straniero, vivendone la quotidianità, aiuta tantissimo a migliorare le capacità linguistiche. Dover parlare una lingua diversa dalla propria è una questione di sopravvivenza e stimola tantissimo».

E tutto diventa esperienza di vita:

«Oggi i giovani che si laureano sono tantissimi e il mercato del lavoro è saturo e esigente. E' necessario essere preparati, non solo dal punto di vista nozionistico, ma di esperienze che sono la ricchezza della persona e favoriscono l'apertura mentale. Mettiamo nel nostro bagaglio questi vissuti che aprono i confini e allargano gli orizzonti. Ci si ritrova a tavola con gente di ogni paese, di religioni diverse, abitudini completamente differenti. Quel che rimane è la voglia di rimanere in contatto anche dopo, la sensazione che si siano creati dei ponti utili a rafforzare i legami al di là di ogni confine. Trasferirsi da soli in un paese straniero mette alla prova e comporta sacrifici: si tratta di abituarsi alle abitudini locali e degli altri, al cibo, alla gente, alla cultura di ognuno. In Spagna si fa la siesta, in Croazia le pause caffè sono lunghe, in Portogallo la povertà è fortissima. Questa presa di coscienza, ampia e allargata, ci ha aiutati a capire che in molte cose abbiamo da imparare dagli altri paesi, sotto altri punti di vista invece l’Italia è avanti. E’ uno scambio di ricchezze che ci portiamo a casa e che fa parte di noi. Ci sentiamo di consigliare esperienze come queste a tutti perché danno la possibilità a chiunque di viaggiare, di crescere, di maturare, di mettere nel proprio vissuto esperienze indimenticabili».

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Sono cinque i prossimi viaggi Erasmus tra luglio e ottobre promossi dall’associazione Amici del Villaggio: in Spagna progetto «Audiovisual Tools For Inclusion», in Grecia «Social Economy: opportunities and challenges for youth entrepreneurship», in Italia progetti «Keep in Touch», «Technology For Social Development-Tech Steam» e «Technology For Social Development-Inclusive Technology». Per ogni informazione è possibile contattare l’associazione.

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