La strage in Spagna e fra le 16 vittime c’è anche Luca Russo, ingegnere 25enne di Bassano del Grappa. Per la fidanzata Marta non è facile riprendersi. Ma ora guarda avanti.

La strage e la morte

Era il 17 agosto 2017 quando un furgone bianco si abbatte sui passanti a Rambla de Canaletes, nel cuore di Barcellona. E’ una strage: 16 morti e 15 feriti. A restare a terra senza vita c’è anche il giovane Luca Russo, brillante ingegnere bassanese. La fidanzata Marta pian piano si riprende, mentre le ferite del corpo guariscono in fretta, per quelle dello spirito e della mente ci sono ancora cicatrici e la risalita è lenta e faticosa.

Marta guarda avanti

Non è certo stato facile per Marta pensare al domani e coniugare i verbi al futuro senza il suo Luca. Ma la vita impone di andare avanti e ora la ragazza, anche facendo tesoro dei consigli preziosi di quello che è stato un grande amore, punta al perdono, a non far entrare l’odio nel cuore e sogna di lavorare in una istituzione umanitaria, anche nelle grandi città europee.

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L’albero delle stagioni

Dopo le esequie, Luca è stato cremato e i famigliari custodiscono le ceneri in casa. Questo non agevola certo Marta così ha chiesto di piantare un albero in suo ricordo nell’orto botanico di Bassano per essere più vicino a Luca almeno in modo simbolico. Si tratta di un acero della Manciuria, una pianta che con il suo ciclo vitale ricorda le stagioni della vita. Quella vita che ha strappato Luca quando era ancora nel pieno della sua primavera.